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Storia del Museo Pavoncelli e della Tenuta Santo Stefano - Museo Pavoncelli - olio e agricoltura, storia della Puglia

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Storia del Museo Pavoncelli e della Tenuta Santo Stefano

Alla Tenuta Santo Stefano, il Museo Pavoncelli nasce nel cuore di un paesaggio agricolo che da generazioni caratterizza la Puglia e la Capitanata. Qui, tra filari di ulivi, vigneti e campi di grano, si è sviluppata una cultura del lavoro nei campi che ha modellato il territorio, l’economia e la vita delle comunità locali.

La masseria e l’oleificio storico raccontano una Puglia rurale fatta di stagioni, di raccolti, di saperi tramandati. Entrare nel museo significa entrare in questo paesaggio: non solo osservare macchinari e ambienti, ma riconoscere l’intreccio tra natura, tecnica e memoria collettiva.

La storia del museo è quindi, prima di tutto, la storia di un territorio: quello di Cerignola e della grande pianura della Capitanata, da sempre vocati alla produzione di olio, vino e cereali, oggi al centro di un rinnovato interesse turistico e culturale.
Veduta della Tenuta Santo Stefano con uliveti storici
Le origini del Museo Pavoncelli affondano in un oleificio attivo tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. In questi spazi si lavoravano le olive provenienti dalla Tenuta Santo Stefano e dalle campagne circostanti, con tecniche che univano la tradizione contadina alle prime innovazioni meccaniche.

Le macine in pietra, le presse, le vasche di raccolta e i sistemi di movimentazione dell’olio testimoniano una stagione in cui la produzione olearia pugliese iniziava ad aprirsi ai mercati nazionali e internazionali, mantenendo però un forte radicamento nel lavoro manuale e nei ritmi della campagna.
Nel corso del Novecento, l’oleificio di Tenuta Santo Stefano accompagna le trasformazioni del settore agricolo: dalla progressiva meccanizzazione alla riorganizzazione dei processi produttivi, fino ai cambiamenti sociali legati al lavoro nei campi. Gli ambienti del frantoio conservano le tracce di queste fasi: strumenti diversi, aggiornamenti tecnici, nuove modalità di stoccaggio e trasporto dell’olio.

Questa evoluzione non è solo una storia di macchinari, ma una storia di persone: operai, tecnici, famiglie che hanno vissuto l’oleificio come luogo di lavoro, di incontro e di crescita economica per il territorio.
La decisione di trasformare l’oleificio in museo nasce dalla volontà di non disperdere questo patrimonio di luoghi, oggetti e memorie. Gli spazi produttivi sono diventati luoghi espositivi, i macchinari sono stati messi in sicurezza e valorizzati, i percorsi di visita sono stati pensati per raccontare in modo chiaro e coinvolgente la storia dell’olio e dell’agricoltura in Puglia.

Il Museo Pavoncelli è quindi il risultato di un passaggio di funzione: da luogo di produzione a luogo di narrazione e di educazione, in dialogo costante con il territorio e con i visitatori di oggi.
La storia del Museo Pavoncelli è inseparabile dalla storia della famiglia che gli dà il nome. Nel corso delle generazioni, i Pavoncelli hanno investito nella Tenuta Santo Stefano credendo nel potenziale agricolo della Puglia e nella qualità dell’olio extravergine di oliva come prodotto identitario del territorio.

Accanto all’attività produttiva, la famiglia ha coltivato un forte senso di responsabilità verso il paesaggio, i lavoratori e la comunità locale. Questa visione ha portato a conservare documenti, fotografie, attrezzi e testimonianze, che oggi arricchiscono il percorso museale con uno sguardo umano e familiare.
Fotografia storica legata alla famiglia Pavoncelli
Il recupero dell’ex oleificio e della Tenuta Santo Stefano è stato pensato come un progetto di tutela e di valorizzazione integrata. Gli interventi architettonici hanno rispettato la struttura originaria degli ambienti, conservando le caratteristiche della masseria e del frantoio, dalle volte in muratura ai pavimenti, fino ai segni lasciati dal lavoro quotidiano.

Parallelamente, i macchinari e gli strumenti di lavoro sono stati catalogati, restaurati e ricollocati lungo un percorso di visita che ne evidenzia il funzionamento e il significato storico. L’obiettivo non è solo mostrare oggetti d’epoca, ma restituire l’atmosfera del frantoio in attività, rendendo comprensibile a tutti – studenti, famiglie, appassionati – come si produceva l’olio in Puglia nel passato.
Oggi il Museo Pavoncelli ha una chiara missione culturale: raccontare la storia dell’olio e dell’agricoltura in Puglia partendo da un luogo autentico, ancora immerso nel paesaggio produttivo della Tenuta Santo Stefano. Il museo vuole restituire dignità e centralità al lavoro nei campi, mostrando come dietro ogni bottiglia di olio extravergine ci siano competenze, sacrifici e innovazioni maturate nel tempo.

Attraverso il percorso espositivo, le visite guidate e le attività didattiche, il museo si rivolge a pubblici diversi – scuole, famiglie, turisti, operatori del settore – con l’obiettivo di creare consapevolezza, stimolare curiosità e favorire un turismo culturale attento alla storia e alle eccellenze del territorio.
Valori del Museo Pavoncelli:

• Memoria del lavoro agricolo e dell’oleicoltura in Puglia
• Valorizzazione delle eccellenze del territorio di Cerignola e della Capitanata
• Educazione delle nuove generazioni alla cultura del paesaggio rurale
• Accoglienza di scuole, famiglie e visitatori italiani e stranieri
• Sviluppo di un turismo culturale autentico e responsabile
La storia del Museo Pavoncelli non si esaurisce nelle sue collezioni: è una storia viva, che continua ogni volta che un visitatore entra nelle sale, ascolta i racconti delle guide e confronta il passato con il presente dell’agricoltura pugliese.

Per chi desidera approfondire, la visita in presenza può essere preparata o prolungata grazie agli strumenti digitali messi a disposizione dal museo, tra cui il virtual tour dedicato agli ambienti storici dell’ex frantoio.
AnnoEventoContesto storico-territoriale
Fine OttocentoNascita dell’oleificio legato alla Tenuta Santo Stefano.Sviluppo dell’olivicoltura in Puglia e prime esportazioni di olio.
Primi decenni del NovecentoConsolidamento dell’attività del frantoio e ampliamento degli spazi di lavoro.Crescita del ruolo della Capitanata come area agricola strategica.
DopoguerraAggiornamento di alcuni macchinari e riorganizzazione dei processi produttivi.Ricostruzione economica e trasformazioni sociali nel mondo rurale.
Anni della meccanizzazioneIntroduzione di nuove tecnologie per la lavorazione delle olive e la movimentazione dell’olio.Modernizzazione dell’agricoltura e aumento della produttività.
Avvio del progetto musealeDecisione della famiglia Pavoncelli di preservare l’ex frantoio come luogo di memoria.Crescente attenzione alla valorizzazione del patrimonio industriale e rurale pugliese.
Apertura al pubblicoNascita ufficiale del Museo Pavoncelli presso la Tenuta Santo Stefano.Inserimento del museo nei percorsi di visita culturali e turistici del territorio.
Questa cronologia offre una sintesi delle tappe principali che hanno portato dalla nascita dell’oleificio storico alla creazione del Museo Pavoncelli. Ogni data trova un corrispettivo all’interno degli ambienti espositivi, dove macchinari, documenti e spazi architettonici permettono di “vedere” l’evoluzione del lavoro e del territorio.

Per esplorare questi luoghi anche a distanza, il museo mette a disposizione un virtual tour dedicato, pensato in particolare per chi prepara una visita, per le scuole e per chi desidera un primo contatto digitale con la Tenuta Santo Stefano.
© 2026 Museo Pavoncelli | Progetto PNRR [M1.C3 - INVEST. 2.2 “Architettura rurale”] - NextGenerationEU | Codice CUP: B37B22000900004
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